spiagge caraibiche molto “goth” in martinica

Mi trovo in Martinica quasi per sbaglio. Ero in vacanza e l’agenzia per la quale lavoro mi chiama per farmi partire urgentemente.
Beh, ho l’occasione di visitare un nuovo paese, che faccio, mi tiro indietro?
Certo che no! Ed eccomi qui.

Martinica è un’isoletta caraibica sperduta nell’oceano Atlantico. Sicuramente l’avrete studiato a scuola nei libri di geografia i quali le avranno dedicato al massimo due righe per dire che è un’isola appartenente all’arcipelago delle Piccole Antille Francesi.
Ebbene sì, fa parte dell’Unione Europea. Le lingue parlate sono francese e creolo.
La moneta utilizzata è l’Euro e non è necessario avere il passaporto per entrare nel Paese. 
Altra cosa meravigliosa è che non avrete bisogno di comprare una sim o esim, sempre perché fa parte dell’UE ed è zona 1, ciò vuol dire che non pagate assolutamente niente per navigare in internet ed effettuare chiamate con la vostra sim.
Attenzione solo al fuso orario: ci sono ben 5 ore di differenza con l’Italia.
Ho lavorato in questo piccolo paradiso, per ben 4 mesi.



Il mio primo viaggio in auto è stato verso il nord dell’isola.
Due ore e mezzo di viaggio per raggiungere una spiaggia nera davvero spettacolare e devo dire che ne è valsa la pena.
Sono partita da Sainte Anne, non è molto distante: solo 95km, ma a causa della qualità della strada, per spostarsi ci vuole un po’ più di tempo.
Martinica è particolare perché per metà ha spiagge bianche, al sud, mentre l’altra metà al nord è costituita da spiagge nere, dovute all’attività vulcanica del Monte Peleé.

Tappa che consiglio a tutti, se siete in viaggio verso nord, è Saint Pierre.
È il paesino più vicino al vulcano Peleé. Nel 1902 avvenne un evento catastrofico: un’eruzione vulcanica rase al suolo tutto il paese causando migliaia di vittime. A tutt’oggi la popolazione ricorda le vittime. Nel centro storico di Saint Pierre c’è una cattedrale: Notre Dame de l’Assumption.
Anticamente chiamata “Église du Mouillage”, questa cattedrale fu ricostruita su iniziativa di Victor Depaz, un residente del paese divenuto industriale e mecenate, che perse tutta la sua famiglia nell’eruzione.
L’unica cosa sopravvissuta al disastro, la facciata originale, è stata conservata e riutilizzata per l’edificio attuale.

A pochi km da Saint Pierre è possibile ammirare una delle più belle spiagge nere della Martinica: Anse Ceron e Anse Coleuvre.
Sembra quasi essere in Islanda ma fa molto più caldo e ci sono le palme, il cocco, la musica caraibica ed è possibile nuotare a mare senza il rischio di morire di Ipotermia. Ho visitato Anse Ceron, a circa 20 minuti da Saint Pierre.
Vicino la spiaggia ci sono dei beach bar dove poter comprare un sandwich e bere un cocktail vista mare.

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