insolite abitudini alimentari in Messico

chapulines

La cucina messicana è tra le migliori al mondo, questo non lo metto in dubbio. Ci sono molte cose buone che in Italia possiamo scordarci e viceversa (soprattutto viceversa).

Detto ciò, in questo post non tratterò il tema del cibo tradizionale o cose del genere che potreste tranquillamente trovare su Google o in altri mille blog che trattano di cucina internazionale.

Qui vorrei parlarvi di abitudini alimentari e di alcuni cibi che qui sono “legali”, ma che in Italia sarebbero assolutamente illegali o quantomeno inusuali.
I NAS non ti darebbero nemmeno il tempo di pensarci che metterebbero subito i sigilli.

Los Bolis

Cosa sono i Bolis?
Ghiaccioli che somigliano molto lontanamente ai Polaretti, ma un po’ più grandi e artigianali. Non sono altro che acqua e un composto mezzo chimico (succo di frutta, dove la “frutta” è solo nel nome) messi all’interno di piccole bustine di plastica annodate e poi congelate. In pratica un mix di acqua o latte con succo chimico in polvere.

Questi ghiaccioli vengono preparati in casa e venduti per strada all’interno di borse frigo, sotto al sole a 40°C (ok che sono termiche, ma fino a un certo punto).
Qualsiasi cosa surgelata, una volta scongelata e ricongelata, non è più buona da mangiare perché, appena scende sotto una certa temperatura, proliferano i batteri e, in altre parole, devi cercare un bagno… anche alla svelta. Qui, però, tutto questo non vale affatto.

Per mangiare un boli bisogna prima di tutto fare un buco all’estremità della busta con i denti e da lì succhiare il ghiacciolo. Tutto ciò va contro qualsiasi norma igienico-sanitaria. Chissà dove sono stati poggiati quei bolis prima di trovarsi tra le tue mani, chissà quante volte sono stati scongelati e ricongelati prima che li mangiassi.

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Chapulines/Gusanos

In alcuni Stati del Messico, tra cui Puebla e Oaxaca, stanno molto avanti. Qui mangiano insetti e producono sale al gusto di grilli o “gusanos”: vermi.
Per strada è possibile assaggiare le chapulines, grilli fritti aromatizzati con polvere di lime e piccante.
Un po’ la versione proteica delle patatine San Carlo.
Mentre in Italia la sola idea di proporre farina di grilli o qualsiasi cibo con insetti è qualcosa di raccapricciante, qui è la norma. Questo sale con polvere di chapulines o gusanos è spesso utilizzato come contorno al bicchiere dei cocktail nei bar.

Paleta Payaso

Un’altra tremenda abitudine è quella di mettere espositori di cibo con cioccolato o qualsiasi cosa possa sciogliersi al sole.
Quante volte mi è capitato di comprare dei dolci, soprattutto la Paleta Payaso: un marshmallow ricoperto di cioccolato con una faccina sorridente che sulla confezione sembra tanto carina ma, una volta aperta, esce un essere deforme.
Sembra una scena da film horror che nemmeno Dario Argento potrebbe arrivare a immaginare.

Cibi caldi in buste di plastica

Un’altra tremenda abitudine, soprattutto nello street food e nel cibo d’asporto, è quella di mettere il cibo caldo direttamente nelle buste di plastica.

Molte volte mi è capitato di andare in ristoranti di strada dove preparano tacos e altre cose locali. Quando ordini qualcosa da portare via, mettono tutto in buste di plastica ignorando totalmente che la plastica, a una certa temperatura, può rilasciare sostanze tossiche per la nostra salute.

In ogni bustina di plastica mettono di tutto: spaghetti (scotti e pieni di maionese e ketchup), riso, carne, salse varie e qualsiasi altra cosa sia commestibile. Per un attimo ho pensato che quel cibo dovesse essere buttato nella spazzatura o messo da parte per il cane, invece no.

In altri ristoranti di strada, invece, per non lavare i piatti (e non pagare qualcuno che stia lì a lavarli) mettono una busta di plastica attorno al piatto. Una volta finito di mangiare, il piatto torna come nuovo semplicemente buttando via la busta di plastica (alla faccia della sostenibilità).

Meglio non far leggere questa parte ai ristoratori italiani che potrebbero trarne spunto per non pagare i poveri stagisti.

Quando vai in un ristorante, meglio non chiederti come preparano il cibo. Tu mangia e basta, senza farti troppe domande.

Salse varie

In Messico usano molte salse dai sapori strani che spesso non sanno nemmeno loro come hanno ottenuto.

Mi è capitato di vedere, e anche di assaggiare, pollo arrosto non ricoperto ma letteralmente annegato in non so quale salsa. Spesso mi chiedo se il pollo sia morto annegato nelle salse o morto ammazzato.

Le salse sono varie: crema di fagioli con Coca-Cola o a volte con la birra.
Esiste una salsa chiamata Valentina che mettono quasi ovunque, anche sull’insalata o sulla pizza (ebbene sì, la pizza all’ananas è solo la punta dell’iceberg).
Questa salsa ha un sapore agropiccante ed è ritenuta fondamentale nella cucina messicana. Se non hai almeno una bottiglia di questa salsa a casa tua, sei un traditore della patria.
La mettono davvero ovunque, anche dove non si dovrebbe. Mi è capitato di comprare dei popcorn con questa salsa e ho dovuto buttarli.

Ciò che penso è che nella vita bisogna provare qualsiasi cosa almeno una volta, per poi giudicare.
Se la gente locale è ancora viva, è un buon segno.
Ma se sei debole di stomaco o sensibile/allergico a qualcosa, bisogna prestare attenzione, perché in molti ristoranti non hanno la lista degli allergeni e spesso non sanno nemmeno loro cosa stanno facendo.
Quindi cerca un bagno il più vicino possibile per qualsiasi emergenza e porta qualche spicciolo: perché se non paghi l’ingresso (5 MXN) te la fai addosso… e non c’è la carta igienica, a meno che non la paghi a parte.

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