Corso di sopravvivenza per aspiranti fotografi di villaggio

Questo articolo sarà molto lungo, se avete la soglia d’attenzione bassa, mi spiace per voi.

Prima di tutto, premetto che non farò i nomi delle agenzie per le quali ho lavorato in Italia e all’estero, né gli hotel in cui ho fatto le mie stagioni di lavoro per motivi di privacy e perché non voglio fare alcun tipo di pubblicità a nessuno.
Ciò che racconto sono esperienze personali, magari c’è chi ha avuto un’esperienza migliore o peggiore della mia quindi non prendete tutto alla lettera.

A tutti i fotografi alle prime armi alla ricerca di un lavoro sui siti di impiego è capitato almeno una volta di imbattersi in annunci del tipo:

“Cercasi fotografo/a per stagione estiva e invernale in villaggio turistico in Italia/estero con o senza esperienza”

I requisiti che cercano sono sempre gli stessi:

Gli aspiranti fotografi devono essere:
dinamici, estroversi, svegli, intraprendenti e con voglia di crescere e lavorare in team, ma soprattutto giovani (18/35 anni).

Cosa offrono: 

vitto e alloggio, divise, un corso di preparazione gratuito (ma se vivi dall’altra parte dell’Italia devi pagare il trasporto alla sede a tue spese), molto spesso forniscono anche l’attrezzatura fotografica e il trasporto al villaggio dove inizierà la tua avventura, ma non tutte.

Cosa non ti dicono:

Le ore lavorative non sono di 8h al giorno, come dovrebbe essere da contratto, ma spesso molte di più, soprattutto se lavori in Italia in alcune tipologie di villaggio. Molti furbi, per non pagare le tasse, pagano metà fisso e metà provvigione in cash, in modo da dichiarare che tu guadagni solo 700 euro mensili e non 1300/1500. Molte agenzie ti pagano i contributi, altre a metà e altre invece per niente.

Per anni ho fatto questo lavoro, ho iniziato nel 2018.
C’è stato un rapporto di amore/odio. Ogni volta che finisco una stagione arrivo stremata e prometto che sarà l’ultima volta, ma eccomi qui, con ben dodici stagioni, manco fosse una serie Tv. Nonostante il sudore, le gioie, i dolori e gli esaurimenti nervosi a causa di ospiti e colleghi, ancora mi conviene.
Se vuoi fare qualsiasi lavoro in Italia e vivi da solo devi spostarti e questo significa pagare benzina, assicurazione auto, bollo. Se sei in affitto devi pagare l’affitto, le bollette, la spesa e tante altre cose e ciò che ti resta per vivere è ben poco.

Questo lavoro sembra una passeggiata agli occhi di chi non ne ha idea, ma in realtà non lo è affatto.

La routine di un fotografo di villaggio varia in base a dove ti trovi.
In un villaggio italiano/europeo la routine è diversa da quella in un villaggio in Messico. Il tipo di clientela e la cultura sono differenti dalla nostra e questo incide molto sul tuo lavoro e l’approccio con l’ospite. Inoltre anche i colleghi fanno la differenza. Bisogna avere la fortuna di capitare con un team unito e dei responsabili e supervisori che non siano dei tiranni senza empatia e che non si credono Dio sceso in terra, ma con persone che siano più leader e meno boss in modo da lavorare in maniera tranquilla, così facendo il tempo vola.

Lavorare nei villaggi italiani

In Italia, come in Messico abbiamo quasi gli stessi orari. Ciò che cambia è che in Messico sono fissi, mentre in Italia non sempre.
La giornata lavorativa inizia alle 9.30 del mattino. Bisogna stare in negozio un’oretta circa e bisogna sistemare il negozio, pulire, preparare l’attrezzatura e, in caso di clienti in negozio, gli si mostra le foto e, in base alla loro data di partenza, venderle.
Dalle 10.30 fino alle 12.30 bisogna andare in spiaggia, piscina o miniclub a scattare foto. Bisogna produrre minimo 300/350 foto ogni fotografo solo al mattino e siamo circa 3 o 4 fotografi, il numero varia in base alla grandezza del villaggio In totale durate tutta la giornata bisogna produrre almeno 1200 foto. Come si fa? Prima di tutto ci si divide per zone di scatto ed ognuno resta nella propria zona per non accavallarci. 
Il contatto con l’ospite deve essere diretto ed esplicito, quasi come fa un animatore turistico. L’unica differenza è avere una macchina fotografica. Bisogna convincere gli ospiti che le foto sono senza obbligo di acquisto e che i prezzi sono in negozio (raga non dite subito agli ospiti che ogni foto gli costa 5/10 euro sennò ti mandano a quel paese e tornate senza nemmeno una foto). Bisogna prima di tutto, in quel momento, essere autoritari e dirigere con estrema sicurezza gli ospiti che dovranno posare per te e fare tutto ciò che gli dici un po’ come se fossero cagnolini che seguono un’ordine dal padrone. Se non sai quel che stai facendo, l’ospite si stancherà dopo i primi 5 secondi e ti ci manda. Per ogni famiglia bisogna realizzare minimo 30 foto. In Italia fotografare è abbastanza semplice perché l’italiano medio vede la tua professione come un gioco e non ha la minima idea che stare sotto al sole vestiti ed andare in giro in realtà stanca molto (poi ci si mettono anche i baristi in spiaggia che fanno finta di non vederti per non darti un bicchiere d’acqua anche se stai morendo disidratato).
Gli italiani, appena vedono un fotografo di villaggio in giro si catapultano per chiedere di fare foto ai figli piccoli intenti a giocare con la sabbia e che non alzano lo sguardo e non ti cagano assolutamente, nemmeno se passa Peppa Pig in persona, e guai se non lo fai, potrebbero offendersi. Mi è capitato di avere dei richiami da delle mamme indignate del tipo: “Ma come, non hai fotografato a mio figlio Ciro? E perché? è brutto?”

Oltre alle foto in spiaggia, ci sono foto da fare al mini club e junior club (bambini dai 3 agli 11 anni) che sembrano le più facili da fare ma non è così. Bisogna stare simpatici prima di tutto agli animatori, che in base al loro mood del giorno ti aiuteranno oppure no. A parte questo, ci sono bambini estroversi o altri timidi che iniziano a piangere. La mia tecnica è quella di portare props come corone di fiori, pistole ad acqua, occhiali colorati, ma quel che corrompe tutti i bambini è lo spara bolle. Non possono resistere.
Ho 45 minuti di tempo per fare tutto perché poi i bambini, super impegnati, devono dividersi per iniziare le attività con i vari animatori (tennis, calcio, danza, piscina, spiaggia).

Se hai a che fare con gli adolescenti sono dolori perché sono quelli che meno vogliono essere fotografati e bisogna quasi ricattarli, dicendo che sono foto richieste dai genitori che non hanno nemmeno una foto del figlio, o in casi estremi, scattare foto mentre fanno altre attività con un teleobiettivo stile paparazzo.

Se stai scattando foto in piscina, la gente molto spesso indossa orribili cuffie, braccioli, salvagente, occhialini, tubo, pinne. Ovviamente bisogna far uscire l’ospite dalla piscina e far togliere loro tutto (a parte il costume, ovviamente). Questa è una delle cose più complesse da fare perché non tutti ne hanno voglia. Bisogna convincerli che con quella roba addosso sono orribili e non fotogenici (senza dirlo esplicitamente).

Cosa non fare assolutamente, perché non servirà a niente:
Sconsiglio di scattare foto spontanee agli ospiti in stile paparazzi, perché a meno che tu non glielo dica in seguito, non sapranno mai che sono stati fotografati e hai sprecato tempo prezioso per niente. Non scattare foto agli adulti mentre fanno attività come aquagym o sport in cui si suda perché avranno espressioni orribili. Non scattare foto col sole negli occhi senza occhiali da sole: sembreranno cinesi (senza offesa per i cinesi). Non scattare foto banali che gli ospiti potrebbero fare col proprio smartphone. Bisogna essere più creativi dell’Intelligenza artificiale e del filtro bellezza.
Le foto di bambini sono più carine e vendibili (infatti quando vedo dei bambini in giro, per me sono banconote coi piedi).
Per fotografare gli anziani è ancora più complesso perché, peggio degli adolescenti, odiano le foto, soprattutto in costume, e pensano che ogni foto sia per la lapide. Bisogna approfittare dei momenti in cui sono distratti e sorridenti (con un’espressione decente e con la dentiera) nel pomeriggio durante il gioco caffè/aperitivo o durante il loro sport favorito: le bocce.
Altro momento ideale è la sera prima o dopo mangiato o mentre ballano in pista da ballo.

Dopo aver scaricato le foto nel software dell’impresa, bisogna mettere dei tag che servono per cercare le foto: spiaggia mattina, piscina, miniclub e così via. Grazie all’avanzamento della tecnologia adesso esistono software con il riconoscimento facciale che facilitano il lavoro. Prima era come giocare ad “indovina chi” perché l’ospite in spiaggia e piscina ha capelli bagnati e senza trucco, mentre la sera sembra un’altra persona.

Durante il giorno hai una pausa pranzo al ristorante dell’hotel e, in alcuni casi ti tocca far foto al gioco caffè, dalle 14:00 alle 14:30. Un momento in cui gli animatori fanno battute squallide e la gente ride e si diverte partecipando al gioco del giorno. Se sei fortunato eviti questo scempio e ti tocca la pausa fino alle 16:30 in cui si va in giro a fare altre foto, fino all’orario di cena. Le foto che più ho odiato erano quelle dall’entrata ristorante, dalle 19:00 alle 20:00 che sarebbe il momento perfetto per le foto familiari, ma puntualmente tutti in quel momento stanno morendo di fame (e pure io) e non possono aspettare due minuti.
Dopo mangiato, dalle 21:00 alle 23:00, bisogna aprire il negozio e, in base al flusso di gente, c’è chi va a scattare foto ai tavoli, in giro per il villaggio o allo spettacolo dei bambini. Guai se non fotografi il piccolo Ciro che è all’ultima fila sul palco durante lo spettacolo.

Lavorare con gli ospiti italiani è qualcosa di estenuante. 
La maggior parte annulla il proprio Qi durante le vacanze e non ascolta/ricorda nulla di ciò che gli dici, se prendi appuntamento senza impegno per delle foto, non si presentano o arrivano un’ora dopo.

categorie di ospiti in un villaggio


Quelli che non ti fanno perdere tempo. I migliori sono quelli che riesci a manipolare facilmente vendendogli tutte le foto in 5 minuti.

Gli indecisi che stanno lì ore a decidere quasi dovessero comprare una casa e pagare il mutuo, ma poi sceglieranno poche foto (le peggiori).

– Quelli in cui uno dei due coniugi è contrario all’acquisto delle foto, litigheranno davanti a te che non saprai cosa fare se non sorridere forzatamente, mentre uno dei due minaccia il divorzio.

La riunione di famiglia. Ospiti che per scegliere le foto devono essere accompagnati da marito, figli, suoceri, zii, cugini ecc. tutti assieme appassionatamente, manco fosse il pranzo di Natale.

I genitori con figli iperattivi che inizieranno a gridare e spaccare tutto il negozio.

I genitori con bambini piccoli che iniziano a piangere e gridare come assatanati nel momento in cui c’è da scegliere le foto generando il caos.

– Gli ospiti miei concittadini (napoletani) e in generale di Basilicata, Puglia e Calabria soprattutto nella settimana di ferragosto che cercano di contrattare il prezzo, pensando di stare al mercato del pesce e non riescono a capire che l’agenzia non è mia e che, se lo fosse, non starei lì a buttare il sangue, ma sarei da qualche parte del mondo a godermi le vacanze mentre dei poveri disgraziati lavorano generandomi profitti.

– Quelli che “poi torno” e non lo fanno, ghostandoti.

Fuori alla porta del negozio, come tutte le attività commerciali di questo mondo, abbiamo degli orari di apertura e chiusura.
Ovviamente gli ospiti arriveranno tutti 2 minuti prima della chiusura o dopo la chiusura fiscale, facendoti perdere tempo. Se li mandi via gentilmente dicendo di tornare all’indomani o visionare/comprare le foto online, andranno a lamentarsi col direttore, che chiamerà il proprietario dell’agenzia, il quale anziché dire al direttore che abbiamo degli orari da rispettare e abbiamo anche una vita dopo il lavoro, si incazzerà con noi fotografi per non aver lavorato quell’ora extra di volontariato non menzionata nel contratto e ovviamente non pagata. Tutti gli ospiti si ricorderanno delle foto la sera prima o 5 minuti prima di andare via. Mi è capitato più volte di restare in negozio assieme ai miei colleghi a servire gli ospiti fino alle 02:30 di notte quando l’orario di chiusura era alle 00:00 e il negozio è stato aperto tutto il giorno ma gli ospiti erano col culo ammollo in piscina o spiaggia fino all’ultimo raggio di sole, perché hanno pagato la vacanza.
A fine stagione arrivo morta, esaurita e stressata e non voglio vedere esseri umani per minimo un mese.

Lavorare nei villaggi in messico

Sotto alcuni punti di vista, è meglio. Hai vitto e alloggio, come in Italia.
Non dormi nel villaggio ma l’agenzia ha varie case staff che a seconda dell’hotel e dell’agenzia con cui lavori e sono vicine o lontane dal posto di lavoro. Se vivi lontano c’è una van con autista che ti porta fino all’hotel, se la perdi devi andare in taxi a tue spese. Se hai la fortuna di vivere vicino all’hotel hai a disposizione una bicicletta. Bisogna avere molta più disciplina che in Italia, rispettare gli orari sempre in ogni caso e in hotel non puoi entrare con le sigarette, perché all’ingresso dei dipendenti ci saranno gli addetti alla sicurezza che controlleranno la tua borsa/marsupio quando arrivi e quando vai via. Ciò che apprezzo è che l’orario di lavoro è rispettato.
Si lavora 8h al giorno. Per quanto riguarda le foto, sono proibiti gli scatti spontanei. Il responsabile eliminerà tutte le foto che non rispettano determinati standard: gli ospiti devono essere sempre in posa, le foto poco artistiche, ben esposte, l’orizzonte non deve tagliare la testa, non tagliare i piedi e non devono esserci foto simili tra loro perché a differenza dell’Italia, qui ogni foto costa 20 dollari, non 5 euro e devono essere perfette.
In ogni villaggio siamo circa 5/8 fotografi e c’è la meta di scatti giornaliera che bisogna rispettare, altrimenti per punizione resti a scattare altre ore extra durante il pomeriggio senza riposo a casa. Il responsabile nel 99% dei casi resta in negozio tutto il giorno a fare vendite e dedicarsi a cose amministrative. Bello, ma stressante. Gli ospiti sono prevalentemente americani, inglesi, canadesi e messicani di varie etnie e religioni, sono tutti abbastanza lunatici. Scordati che verranno a cercarti per scattare le foto, bisogna convincerli. La maggior parte delle risposte sarà NO. A volte può essere abbastanza frustrante, soprattutto se non hai un carattere forte.

Detesto l’abbronzatura stile “muratore” e tengo molto alla salute della mia pelle, perché l’esposizione prolungata al sole causa melanomi della pelle. Per proteggermi utilizzo crema protezione 100, maniche e leggings termici soprattutto ai Caraibi

Il segreto è, a parte essere sempre col sorriso, anche se sei triste perché l’amore della tua vita ti ha spezzato il cuore, se ti è morto il gatto, se hai il ciclo o mercurio retrogrado (a nessuno frega un ca**o), bisogna salutare tutti ospiti e dipendenti, ed essere cortesi anche se quello lì ti sta antipatico.
Per il contatto con gli ospiti bisogna avvicinarsi in maniera molto simpatica “Hey guys!” (ogni volta che lo faccio mi ricorda la Ferragni) oppure spesso, bisogna andare da loro e senza chiedere, “Posso scattare una foto?”
(la risposta sarà al 99% NO) ma “Facciamo una foto!”, scherzare con loro, diventare per quei 5 minuti il loro migliore amico e se ti va bene ti danno una mancia che va da 1 dollaro fino a 50 o più dollari – in Europa puoi scordartelo-. Per questo la conoscenza di più lingue è fondamentale.
Non esiste il miniclub (sí esiste ma gli animatori non collaboreranno mai con te a meno che non gli dai una mancia). Gli ospiti sono molto pigri, soprattutto perché con l’all-inclusive e open bar, hanno sempre accesso ad alcolici anche in piscina. Se sono stesi mezzi morti come zombie sui lettini, scordati che ti diranno di Sí. Convincerli ad uscire dalla piscina è un’impresa e ci ho quasi rinunciato. Molti sono in sovrappeso e l’unica opzione per fotografarli è quella di tenerli in piscina o aspettare la sera quando sono vestiti.
Quando hai la fortuna di beccare qualcuno disposto a fare foto, bisogna essere molto rapidi altrimenti si stancano, vanno via e non si faranno fotografare mai più. In Messico ci sono molte escursioni da fare e spesso una famiglia la vedrai solo una volta durante tutta la settimana. In quel momento bisogna approfittare per fare il massimo. Durante il giorno, bisogna anche organizzare sessioni fotografiche per il pomeriggio o giorni successivi, per avere più ingressi di soldi ed arrivare facilmente alla meta mensile.


Gli americani amano le sessioni fotografiche. Se prendono un appuntamento sono sempre puntuali e ben vestiti per fare le classiche foto familiari o di coppia in spiaggia all’orario del tramonto. Di sera invece è un delirio, perché tra alcuni che stanno morendo di fame e hanno a disposizione più di 10 ristoranti, bar, chioschi all-inclusive tutto il giorno, altri che corrono come se stessero partecipando alla maratona di Boston per raggiungere i ristoranti perché hanno riservato e sono in ritardo, altri invece fanno finta che non esisti. Durante alcuni giorni a settimana in alcuni Resort ci sono dei lavoratori esterni che collaborano con noi e portano animali vari: pappagalli, scimmie, iguana, tucano… Bisogna fotografare gli ospiti con gli animali (in Italia sarebbe qualcosa di scandaloso, gli animalisti avrebbero già dato fuoco al villaggio). Uno degli ostacoli al nostro lavoro è che in Messico c’è molta concorrenza e, in alcune zone, in spiaggia ci sono i fotografi pirata che offrono agli ospiti un servizio più economico di quello dell’agenzia e nessuno può farci nulla.
Il turno termina alle 21:00 perché in Messico tutte le attività commerciali chiudono a quell’ora. Una volta chiuso il negozio, gli ospiti ritardatari non saranno serviti: se vogliono comprare online, bene, altrimenti si arrangiano. Per fortuna qui c’è il rispetto dell’orario di lavoro.

Per concludere, a me piace questo lavoro perché ha diversi vantaggi:
non usi e non rovini la tua attrezzatura professionale, fai esercizio fisico gratis (cardio) il mio contapassi ha segnato che ogni giorno cammino dai 7 ai 12km. Impari a gestire il tuo tempo. Guadagni bene e tutto ciò che guadagni non lo spendi per affitto e bollette. Vivi in posti meravigliosi, soprattutto se sei in Messico. Conosci persone straordinarie, chi più e chi meno.
Nascono nuove amicizie e non solo, in giro per il mondo e, se coltivate bene, possono durare. Impari e perfezioni le lingue straniere senza pagare corsi.



Se avete dubbi o volete più informazioni, potete scrivermi su Instagram @sabryardore

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